Un Simonit a tutto campo al convegno su innovazione e tradizione svolto a Pesche

Category: news Written by Carmine Aceto / April 1, 2017

L'innovazione, in ogni settore, è qualcosa di più di un'idea, è un percorso, un tragitto che si compie e che parte da una tradizione vera e radicata per diventare, nel tempo, l'evoluzione di un pensiero capace di farci ottenere risultati concreti e dare linfa nuova alle conoscenze consolidate.
L'Associazione Italiana Sommelier Molise, venerdì 31 marzo, presso l’Aula Magna Galileo Galilei dell’Università degli Studi del MOLISE-Dipartimento di Bioscienze e Territorio a Pesche (IS), ha organizzato un forum per parlare di innovazione e di tradizione, legando questi spunti di riflessione al nostro territorio regionale e alla sua sfera vitivinicola.

Ospite d'eccezione della giornata è stato Marco Simonit della Simonit&Sirch, Preparatori d’Uva. Marco Simonit e Pierpaolo Sirch hanno inventato un metodo di potatura rivoluzionario che viene attuato nei vigneti delle più blasonate aziende del Pianeta, inclusi i grandi Château e Domaine francesi.
Il vino è una forma di comunicazione e rappresenta un fatto culturale e un simbolo dei prodotti tipici del territorio, riuscendo a condensarne l'identità, la storia e la tradizione.

L’Associazione Italiana Sommelier si prefigge l'obiettivo di qualificare la figura professionale del Sommelier, ma attraverso le sue delegazioni regionali ha il più ampio compito di diffondere la conoscenza del patrimonio eno-gastronomico del territorio, anche attraverso la promozione di dibattiti come quello tenuto nell'aula dell'Università a Pesche e che oltre a Marco Simonit ha visto la partecipazione di Michele Tanno, che ha parlato della Tintilia e di altri vitigni antichi del Molise; del professor Massimo Iorizzo, che si è soffermato sulla valorizzazione dei vitigni antichi del Molise mediante le nuove biotecnologie; di Mario Stasi, vice presidente dell'Ordine degli Agrnonomi e Forestali del Molise; e del professor Angelo Presenza, che ha concluso i lavori parlando d'innovazione come forma di contaminazione utile a sviluppare nuove relazioni.

Simonit ha presentato le sue metodologie operative per la potatura riflettendo su come, troppo spesso, l'idea di esperienza che si sviluppa in questo settore tende a considerare di valore solo ciò che è consuetudine, invece, l'energia della scoperta e della ricerca non andrebbe dispersa o sottovalutata, perché consuetudine non si traduce simultaneamente in tradizione. Per portare avanti la tradizione attraverso i tempi è necessaria una consapevolezza nell'innovare, è necessaria una visione e un'assunzione di responsabilità nel medio e lungo termine.

Nel lavoro quotidiano sul campo, la viticultura può e deve proporre dei riferimenti etici ben diversi da quelli che magari le leggi del mercato spingono a rendere plausibili, puntando tutto sulla voglia di innovare insieme agli altri per rendere la tradizione una conoscenza aperta e dinamica.

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