“STORIE DI CANTINA” – Viaggio tra i produttori del #Molise “Claudio Cipressi Vignaiolo”, San Felice del Molise (CB)

Category: news Written by Umberto Di Giacomo / December 16, 2019

Le storie più belle nascono spesso da un incontro casuale. Nel caso di Claudio Cipressi è quello con Michele Tanno, un agronomo, all’inizio degli anni Novanta del secolo scorso. Fu quell’uomo che, quasi 30 anni fa, gli parlò di un vitigno allora poco conosciuto. “Una volta si coltivava anche la Tintilia…” disse. “La Tintilia? E cos’è?” rimase perplesso Claudio.

Ma nella sua testa il dubbio lasciò spazio alla voglia di conoscenza e iniziò a indagare, a studiare, a fare delle ricerche. Col passare del tempo lo studio divenne una vera passione e Claudio riuscì a individuare alcune vecchie vigne, dove probabilmente c’erano anche delle viti di Tintilia, alcune di queste indicate anche da Tanno.

 

“Il percorso – dice Claudio Cipressi – fu abbastanza lungo, vista anche la mia inesperienza e poca competenza, ma questo non mi spaventò, anzi per me era diventata una sfida. Per alcuni anni selezionai delle viti in questi vigneti e iniziai a micro vinificare le uve. Non avevo un riferimento su cui basarmi, non c'era una foto o un disegno della foglia o del grappolo, non esisteva una descrizione del vino e delle sue caratteristiche, quindi mi basavo solo sul mio intuito e da cosa mi aspettavo”.

 

L’anno di svolta è il 1996. Claudio decise quali viti scegliere, le portò al vivaio e nel 1998 impiantò le sue prime vigne. Era nata la sua azienda, quella che oggi porta il suo nome: “Claudio Cipressi Vignaiolo”.

 

Oggi non è più solo sua, nel frattempo sono entrate a far parte della cantina anche Nicole e Valeria. L’azienda ha un'estensione di circa quindici ettari, di cui, dodici di proprietà, coltivati a Tintilia, altre tre misti divisi tra Montepulciano, Falanghina e Trebbiano. La produzione varia tra 40.000 e 45.000 bottiglie. 

 

“Vengo da una famiglia di agricoltori, che nella terra hanno sempre creduto” dice Claudio. “Tanti anni fa mi guardavo intorno, vedevo questo bellissimo territorio in cui vivevo, e mi chiedevo cosa fare per renderlo migliore o per lo meno più attraente”. E il futuro? “Abbiamo tutti i presupposti per emergere alla grande, ma per fare questo dobbiamo essere uniti, puntare su prodotti di qualità e se ci arriva un aiuto anche dalle istituzioni non sarebbe male, almeno a livello di promozione e infrastrutture”.

 

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