DIARIO DI UN ASPIRANTE SOMMELIER / 6

Category: news Written by Umberto Di Giacomo / November 26, 2019

Solcare il mare e scegliere: Sardegna o Sicilia? Per fortuna il nostro viaggio ci porta su entrambe, isole dalla storia potente e affascinante, un patrimonio ampelografico incredibile e una cultura figlia del tempo che fu.

Nei territori del Cannonau (che domina la produzione di uva a bacca rossa) servono vini in grado di reggere la forza della cucina sarda, fatta di carni alla brace (il porcetto), agnelli, paste ripiene, formaggi stagionati. Il vento qui gioca un ruolo centrale e offre sapidità ai vini ottenuti da vitigni costieri più esposti. Interessanti i vitigni autoctoni, divertente la storia della “Confraternita del Nebiolo”, con una sola “b”, ma sempre riferita a quel vitigno piemontese. Sì, perché dal Piemonte arrivò nell’800 il Generale La Marmora, inviato dai Savoia, e dovendo studiare il territorio e le genti portò con sé alcuni vitigni di Nebbiolo “per esaminare eventuali affinità tra le due regioni”.

 

L’unica DOCG dell’isola è il Vermentino di Gallura, bianco storico, che rimanda a frutti a polpa bianca e mandorle. Famosissima è la Vernaccia di Oristano, che riposa in botti scolme per favorire una seconda azione di altri lieviti. Lieviti che dopo lo zucchero mettono mano all’alcol, “ossidando” il vino e permettendo il caratteristico sapore di questo vino. La porosità del legno delle botti garantisce un’evaporazione dell’acqua e mantiene un tasso alcolico a livelli da “Vernaccia”.

 

Da una produzione particolare a un’altra, stavolta in Sicilia. Dove, tra rossi sapidi e minerali di estrazione vulcanica, freschi bianchi e dolci passiti, svetta sua maestà il “Marsala”. Nato per caso, o forse no, per merito di mister John Woodhouse, ricco mercante di Liverpool, che assaggiò il bianco spillato da una botte, dentro la quale veniva immesso nuovo vino su quello vecchio, quando stava per finire. Questo improvvisato “blend” gli piacque talmente tanto che decise di acquistare vino e commercializzarlo in Inghilterra. Ma come conservarlo nel lungo viaggio in mare? Beh, facile: con l’alcol! Da lì al Marsala è stato un attimo.

 

#aismolise

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